La banana di Cattelan: derivazione del Ready- Made o semplice provocazione?

Le sue opere combinano la performance con la scultura e spesso includono pezzi teatrali o azioni provocatorie. E’ il caso di Comedian, la banana che Maurizio Cattelan ha attaccato a un muro con uno nastro adesivo grigio e ha esposto alla fiera d’Arte contemporanea Art Basel Miami, vendendola per 120 mila dollari.

L’opera trae ispirazione dall’abitudine di Cattelan di comprare una banana mentre è in viaggio e di attaccarla a una parete per trovare la giusta ispirazione.

main image cattelan.jpgComedian, Maurizio Cattelan

Appartenente al Ready Made, quella tipologia di Arte in cui l’artista si appropria di un oggetto già disponibile sul mercato, trasformandolo in opera d’Arte con la sua firma, Comedian ha scatenato l’opinione pubblica e non solo…

Chi ha divorato l’opera e perchè l’ha fatto?

L’artista newyorkese, David Datuna si è avvicinato al muro, ha staccato la banana e, davanti al pubblico l’ha divorata ripetendo più volte: “È molto buona”, ha poi aggiunto sui social: “Amo il lavoro di Maurizio Cattelan e amo davvero questa installazione. È deliziosa.”

Un’opera nell’opera, definita anche da Datuna stesso come una vera e propria performance. Gesto inaspettato che a quanto pare, non era stato concordato né con Cattelan né con gli organizzatori della fiera. Alla fine poco importa, poichè l’opera era già stata acquistata ancora prima di essere divorata e dopo l’accaduto fu subito sostituita da un’altra banana, probabilmente meno matura. Non è un caso che l’artista avrebbe suggerito ai fortunati collezionisti di sostituire il frutto ogni 7-10 giorni.

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Comedian ha scatenato milioni di persone, tra critici, curatori di mostre e giornalisti nessuno si è risparmiato.

C’è chi come Brian Kelly, critico del giornale Wall Street, ha dichiarato che la banana di Cattelan non sarebbe solo l’ultima derivazione dei ready-made di Duchamp, bensì sarebbe stata pensata con l’intento di essere derisa.

“Con il suo nuovo lavoro, Cattelan ha gettato il suo sguardo critico sullo stesso mondo dell’Arte.”

Brian Kelly

Brian si sofferma sul concetto di mercificazione del commercio dell’Arte in quanto, aver acquistato per 120 mila dollari un frutto che marcirà, semplicemente perché colui che l’ha realizzata è “famoso” è indicativo: la banana avrebbe potuto essere qualsiasi cosa, perché per l’acquirente non conta l’opera, bensì il solo fatto di averla acquistata.

Anche il critico Francesco Bonami non ci va proprio leggero. Secondo il critico l’opera non è altro che la rivoluzione mediatica che si è scatenata intorno alla questione, in quanto l’opera in sè non esiste. Aggiunge inoltre che la trovata di Cattelan potrebbe paragonarsi a un qualunque artista di strada che “fa bolle giganti.”

“Se vado a una fiera d’arte e rimango lì senza pantaloni o senza mutande mi aspetto che le persone ne parlino, e scrivano di me, e continuino a parlare di me. E a volte mi domando perché i collezionisti non facciano qualcosa di provocatorio, invece di fare sempre la parte dei tirapiedi dei soliti artisti.”

Francesco Bonomi

E infine Jonathan Jones noto critico del Guardian, afferma che non bisogna prendersi gioco della banana. La banana, scrive Jones, “deride il mercato dal momento che palesemente non vale il prezzo a cui è venduta.”

” Come ha detto Damien Hirst, i mercanti sono persone sgradevoli che vendono merda a degli idioti. Cattelan ha continuato a battere per anni sullo stesso punto, ma in maniera più spiritosa.”

Jonathan Jones

Mentre il mondo si scatena sui social e avanza critiche di ogni tipo, l’artista non sembra farsi condizionare da tutto questo. A Cattelan non importa tutto ciò, non importa se la banana è stata mangiata o derisa perché tutto ciò che il pubblico ha creato e crea intorno alle sue opere è proprio ciò che alimenta la loro narrativa e la storia che raccontano, ha affermato.

Quindi non scaldatevi troppo perché alla fine l’Arte rimarrà un luogo in cui regnerà la libertà di esprimersi e le modalità con cui lo si farà, saranno a loro volta libere. Come dice l’Artista:

“Non mi importa se è stata mangiata. La mia arte? Sono idee.”

Maurizio Cattelan

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