L’Arte rende consapevoli: Banksy e le mille sfumature della Street Art

Se vi dico Street Art cosa vi viene in mente?

Graffiti.

Sono certa che molti di voi non hanno impiegato molto ad associare questi due termini.

Da diversi anni l’Arte di Strada conosciuta come “Street Art” ha invaso i muri e gli spazi pubblici, diventando un vero e proprio fenomeno socio-culturale. Di fatto, la sua diffusione ha contribuito ad accentuare più la sua natura illegale e poco quella artistica, ma dietro a quei tocchi di colore c’è sicuramente un chiaro messaggio.

Ormai è assodato, alcuni artisti invece che disegnare su una tela preferiscono farlo su un muro.

Sì, ma perchè?

Quando ho iniziato ad appassionarmi a queste forme di espressione, sono andata alla ricerca dei più grandi che avevano fatto la storia dell’Arte di Strada e senza troppe ricerche il nome più celebre al mondo è venuto fuori. 
Sto parlando di Banksy, ovviamente.

undefined

L’uomo che aspetta, Banksy

L’artista silenzioso, che ha iniziato a dipingere sulle pareti pubbliche di Bristol per poi diventare uno dei più grandi writer internazionali. Per anni ci si è interrogati sulla sua identità cercando di scovare l’artefice che si nascondeva dietro a quei capolavori. In realtà, ciò che conta alla fine è che le opere di Banksy sono state apprezzate, poco importa chi sia lui.

L’artista britannico è l’esempio di chi ha scelto di farsi ascoltare anche da coloro che ignoravano il suo messaggio. Non a caso in una delle sue più celebri frasi ricorda: 

“Quando vai in una galleria d’arte sei semplicemente un turista che guarda la bacheca dei trofei di un ristretto numero di milionari”.

Uno degli obiettivi dell’artista è quello di riuscire a rendere l’Arte più accessibile alle persone, un palcoscenico in cui tutti possano esprimere il loro talento.

Oggi l’Arte è un posto in cui devi chiedere permesso per entrare e se non ti viene dato non puoi farci nulla. Allora è lì che gli artisti di strada, come Banksy decidono di scrivere la loro storia non più dentro alle mura di una galleria, ma fuori dove tutto sembra più libero.

Raccontano le loro vite, i loro pensieri sul mondo, alcuni con gioia e amore, altri mossi da sentimenti di rabbia o delusione. Il muro è per loro una valvola di sfogo dove possono parlare alle persone ed essere semplicemente loro stessi, pur non essendoci mai in realtà.

E così fra soldati, bambini, poliziotti, celebrità, scimmie e ratti Banksy scrive la sua verità.

Il suo atteggiamento provocatorio non finisce mai di stupire il suo pubblico e intanto tra una mano di colore e l’altra si fa portavoce dei suoi ideali.

Perché alla fine non sono semplici opere.

Parla sottovoce ma si fa sentire con forza.
Riempie i muri delle città disegnando i suoi pensieri e trasformando le sue opere in vere e proprie attrazioni turistiche.

Proprio come Kissing Coppers, uno dei segni più tangibili dell’arte provocatoria di Banksy: l’immagine dell’omosessualità che si fa beffa dell’autorità ma al tempo stesso invita a riflettere sull’omofobia, in un mondo in cui l’omosessualità viene spesso nascosta e dove, chi si dichiara apertamente gay rappresenta un’eccezione. 

undefined

Kissing Coppers

undefined

Mobile Lovers

Tuttavia l’amore può avere molteplici sfumature, a volte non piacevoli.

E’ il caso di Mobile Lovers, la rappresentazione di due fidanzati abbracciati, che invece di godersi il momento e abbandonarsi al loro amore sono intenti a guardare i propri telefoni.

Di certo, non uno dei ritratti più felici della nostra società, ma con cui conviviamo tutt’ora più che mai.
Ancora una volta l’Arte come strumento di riflessione è qui per farci da specchio su alcuni comportamenti che a volte abbiamo, ma di cui non ci rendiamo conto.

L’opera è stata realizzata sulla porta di un club di Bristol, il Broad Plains Boys Club.

Oggi al posto dell’opera c’è un cartello in cui si comunica che l’opera si trova all’interno del locale per evitare che possa essere danneggiata da atti di vandalismo, e che il club chiede una donazione per poter entrare a vederla. 

Un ragazzo che lavora nel club ha spiegato che il locale sta attraversando un momento di grave crisi economica e ha aggiunto:

“C’è una lunga parete su cui Banksy avrebbe potuto disegnare la sua opera ma non l’ha fatto, quindi crediamo che l’abbia fatto per aiutarci a raccogliere fondi.”

Dunque un’Arte che non sporca semplicemente i muri, ma che insegna, fa riflettere e sostiene delle buone cause.

L’Arte di Strada come tutte le altre forme d’Arte, ci rende più consapevoli.

Perché tenerle nascoste? Rischiamo solo di perdere tutto il loro potenziale.

D’altronde lo dice anche Banksy: l’Arte deve essere sperimentata da chiunque lo desideri.

Togliamo le barriere, non servono.

Inizia a conoscere i nostri artisti!

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: